I sette arcangeli: i loro nomi, il loro compito e il loro significato

Gli arcangeli compongono il Concilio Ristretto attorno al Trono di Dio. Sono gli angeli che sono a capo delle schiere angeliche. Il significato del termine arcangelo è appunto “capo degli angeli”. Questo ordine angelico è incaricato di mantenere l’ordine all’interno del mondo fisico degli esseri umani e di intervenire in caso ve ne sia bisogno.

I cattolici venerano principalmente tre arcangeli: Michele, Gabriele e Raffaele.

Questi sono gli unici a essere nominati esplicitamente all’interno dei testi religiosi non apocrifi. In realtà, nella Bibbia, di questi tre solo Michele è chiamato arcangelo, ovvero capo degli angeli.

Il culto degli Angeli

Il culto degli angeli ha avuto una certa diffusione nel corso degli ultimi secoli e si è affievolito solo nel corso degli ultimi duecento anni. La Chiesa moderna ha infatti abolito il culto degli angeli che non sono direttamente citati all’interno delle Sacre Scritture.

Quindi attualmente i cattolici venerano i tre arcangeli principali anche se non mancano varianti che includono altri nomi. Diverse fonti sia ebraiche che cristiane citano sette arcangeli principali. Di questi sette quattro sono fissi, ossia sono comuni alle varie interpretazioni.

Questi quattro arcangeli principali sono: Michele, Gabriele, Raffaele e Uriel.

Gli altri arcangeli che compongono i sette variano secondo le varie interpretazioni.

Secondo il Libro di Enoch completano la lista degli arcangeli Raguel, Zarachiel e Remiel.

Secondo Pseudo-Dionigi l’Areopagita sono invece: Camael, Jophiel e Zadkiel.

Nel dodicesimo secolo papa Gregorio I stabilì che gli arcangeli da adorare oltre ai quattro fissi erano: Simiel, Orifiel e Zachariel.

Infine nel sedicesimo secolo ci fu una riforma all’interno della Chiesa Cattolica che stabilì definitivamente quali fossero gli arcangeli da adorare. Questa riforma è ancora in vigore nonostante sia stato abolito il culto degli angeli che non siano Michele, Gabriele e Raffaele. La lista degli arcangeli definitiva per i Cattolici è quindi:

  • Michele;
  • Gabriele;
  • Raffaele;
  • Uriel;
  • Barachiel;
  • Jehudiel;
  • Salathiel.

Aver così spesso cambiato i nomi presenti nella lista significa che i tre angeli per così dire “aggiuntivi” avevano effettivamente poca importanza rispetto ai principali.

L’arcangelo Michele: principe degli angeli e capo dell’esercito angelico

Michele, in ebraico Mîkhā’ēl, significa “chi è come Dio?“. Quindi il significato del nome Michele è una domanda contenuta all’interno dell’espressione Mi-ka-El.

Come già scritto nell’articolo sulla gerarchia angelica, essere arcangelo non precludeva l’appartenenza a un altra schiera angelica.

In effetti venivano scelti come arcangeli solo i migliori angeli appartenenti alle diverse cerchie angeliche.

Molti studiosi pensano che Michele fosse un Serafino, ovvero uno di quegli angeli più importanti e più vicini a Dio.

L’arcangelo Michele era un guerriero, un generale e la sua più grande vittoria fu quella di aver sconfitto e scacciato suo fratello Lucifero.

L’arcangelo Michele sconfigge Satana

Lucifero era un angelo molto potente, anche se probabilmente era un Cherubino, ovvero apparteneva a una gerarchia angelica leggermente inferiore rispetto a quella dei Serafini, era forse l’angelo più potente.

Lucifero insieme a Michele era a capo delle schiere angeliche, era in effetti un generale anche lui. Questo fino a quando si rifiutò di inchinarsi di fronte agli esseri umani come aveva ordinato Dio. Fu proprio questo che lo spinse a ribellarsi a Dio insieme ad altri angeli che erano d’accordo con lui.

Michele decise di non allearsi con Lucifero, suo fratello, e di rimanere fedele a Dio. Michele fu uno dei più valorosi angeli che combatté contro il demonio.

Archangel Michael, with flaming sword and shield, flying on feathered wings into hell, 3d render painting

L’arcangelo Michele è spesso raffigurato mentre combatte contro un drago, simbolo del male, proprio per questo.

Alla fine l’arcangelo Michele sconfisse il Lucifero e divenne a tutti gli effetti l’angelo più potente di tutta la schiera angelica.

Michele è l’unico angelo che viene sempre e costantemente rappresentato in assetto da guerra. Di solito veste un’armatura che cambia a seconda del periodo storico al quale appartiene l’artista che lo raffigura ma che ricorda molto quella degli Antichi Romani.

La sua arma è una spada fiammeggiante capace di tagliare qualsiasi cosa malvagia.

L’arcangelo Michele difende dal male, dalle cose brutte e dal peccato. È l’angelo difensore per eccellenza.

Secondo alcuni Michele è l’angelo della bellezza. Questo perché la sua continua ricerca di esseri puri che siano degni di Dio lo ha fatto identificare come l’angelo che ricerca la bellezza assoluta, sia estetica che spirituale.

Secondo alcune credenze talmudiche e islamiche Michele è l’angelo della giustizia.Viene infatti spesso rappresentato con una bilancia in mano con la quale pesa le anime dei morti valutando così i loro peccati, un po’ come avviene in alcuni miti egizi.

Nonostante sia il principe degli angeli e quello più vicino a Dio, l’arcangelo Michele è riuscito anche a essere una guida per l’umanità. Infatti dopo la cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre fu Michele a insegnare l’arte dell’agricoltura agli uomini.

L’arcangelo Gabriele: il messaggero di Dio

Gabriele è il secondo angelo più importante delle schiere angeliche.

Il nome Gabriele può significare “Dio è potente”, “Forza di Dio” oppure “Dio è la mia forza”.

L’arcangelo Gabriele è la mano sinistra di Dio e il suo compito principale è quello di messaggero. È stato lui a fermare Abramo prima che sacrificasse suo figlio sul monte Sinai ed è sempre lui ad avvisare Noè dell’imminente Diluvio Universale.

Nel Nuovo Testamento Gabriele predice a Zaccaria la nascita del figlio di quest’ultimo: Giovanni Battista.

Sempre nel Nuovo Testamento l’arcangelo Gabriele predice a Maria la nascita di Gesù.

L’arcangelo Gabriele nella religione islamica

L’arcangelo Gabriele ha anche un ruolo importante nell’Islam. Secondo la religione islamica Gabriele è uno degli angeli che trasmetteranno le conoscenze che Maometto trascriverà nel Corano.

Gabriele: angelo della morte e della distruzione

L’arcangelo Gabriele riveste anche un compito un po’ più sinistro per certi versi. Infatti il suo ruolo è anche quello di angelo della morte e della distruzione.

Gabriele fu inviato da Dio per combattere contro le truppe del re babilonese Sennacherib armato di una gigantesca falce nera.

Fu Gabriele a distruggere Sodoma con un enorme esplosione di energia.

Quando Gabriele divenne diavolo

Gabriele a un certo punto fu anche esiliato dal paradiso e divenne a tutti gli effetti un diavolo.

Questo avvenne perché non eseguì pienamente un ordine impartito da Dio.

Dio era infastidito dal comportamento delle genti di Israele e perciò decise di punire tutti i peccatori di quel Paese. Quindi Dio impartì a Gabriele l’ordine di punire tutti i peccatori israeliti e anche tutti i puri di cuore che però non si ribellavano ai malvagi.

L’arcangelo Gabriele però non era d’accordo con la decisione di Dio e decise di risparmiare i puri di cuore. Per questa sua decisione di trasgredire a un ordine di Dio fu punito con 60 colpi infuocati e fu cacciato dal Regno dei cieli per 21 giorni.

Dobiel, angelo guardiano di Persia, sostituì Gabriele per quel lasso di tempo.

L’arcangelo Raffaele, protettore dei medici

Il nome Raffaele in ebraico significa “Dio è la mia cura”, “Dio guarisce” oppure “la cura di Dio”.

Raffaele è l’angelo che cura le malattie e aiuta la guarigione da ferite e malattie. Raffaele è anche il capo degli angeli custodi.

L’arcangelo Raffaele è quindi l’angelo guaritore per eccellenza e a lui in genere vanno le preghiere dei malati e dei degenti.

Raffaele è anche il protettore dei viaggiatori. Sarà lui ad accompagnare e proteggere, sotto le mentite spoglie di Azaria, il profeta Tobia nel suo viaggio. Durante questo viaggio Raffaele insegna al figlio di Tobia a creare un unguento in grado di curare la cecità temporanea di suo padre.

Secondo alcune versioni, dopo la cacciata di Adamo ed Eva dall’Eden, l’arcangelo Raffaele divenne il guardiano dell’albero della conoscenza del bene e del male.

Egli è anche protettore dei medici, dei farmacisti, dei giovani e dell’amore sponsale (coniugale).

L’arcangelo Uriel, un angelo dimenticato

Il nome Uriel significa “luce di Dio” o anche “fuoco di Dio”.

Ci fu un periodo in cui Uriel era l’arcangelo più importante, più importante addirittura di Michele.

Uriel è l’arcangelo della saggezza e il suo incarico è quello di trasmettere le conoscenze scientifiche, e anche alchemiche, al genere umano seguendo sempre il volere di Dio.

Secondo alcune interpretazioni fu Uriel ad avvisare Noè del diluvio universale.

Fu lui a rispondere alle domande e chiarire i dubbi del profeta Esdra.

Alcune fonti ci informano che Uriel è un cherubino ed è uno dei due angeli che sorvegliano i cancelli dell’Eden armati con una spada fiammeggiante.

Secondo altri invece è lui ad avere con se le chiavi dell’Inferno e ne sarebbe di conseguenza il guardiano.

Uriel è l’angelo che durante le piaghe d’Egitto, più precisamente durante l’ultima piaga (la morte dei primogeniti maschi), passò tra le case a controllare quali porte fossero segnate con il sangue d’agnello (che scongiurava la piaga). Per questo motivo vine definito anche come la “vista di Dio”.

Gli arcangeli minori

Gli arcangeli secondo il libro di Enoch

Secondo il libro di Enoch gli altri arcangeli che completano la lista sono: Raguel, Zarachiel e Remiel

Raguel

Raguel significa “amico di Dio”. Lui è l’angelo giustizia e dell’equilibrio. Il suo compito è anche quello di punire chi viola la legge di Dio.

L’arcangelo Raguel è dotato di un cerchio di fuoco con il quale tormenta per l’eternità gli angeli caduti che incontra.

Zarachiel

Il nome Zarachiel significa “comando di Dio”. Il compito di questo angelo è quello di scegliere quali angeli custodi mandare sulla terra e quali figli assegnare agli uomini.

Remiel

Remiel, ovvero “fulmine di Dio”, è un angelo un po’ particolare perché ha sotto il suo comando 200 angeli caduti e imprigionati.

Il suo compito + quello di accompagnare le anime dei morti verso il Paradiso.

Gli arcangeli secondo Pseudo-Dionigi l’Areopagita

Pseudo-Dionigi l’Areopagita tramanda invece un’altra lista di angeli che completano i sette arcangeli ovvero: Camael, Jophiel e Zadkiel.

Camael

Il nome Camael significa “colui che vede Dio”. L’angelo Camael scacciò Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre.

Jophiel

Jophiel significa “la bellezza di Dio”. Insieme a Metatron è a capo dei serafini.

Zadkiel

Zadkiel, “il favore di Dio”, è l’angelo della libertà, della grazia e della misericordia.

Secondo alcuni fu lui, e non Gabriele, a fermare la mano di Abramo durante il sacrificio di Isacco.

Zadkiel è inoltre diretto sottoposto dell’arcangelo Michele.

Gli arcangeli secondo papa Gregorio I

Secondo la visione di papa Gregorio I i tre arcangeli che chiudono la lista sono: Simiel, Orifiel e Zachariel.

Simiel

Simiel fa parte dei sette arcangeli più importanti ma di lui non abbiamo alcuna informazione a parte che dovrebbe essere l’angelo che rappresenta l’amore incondizionato.

Orifiel

Il nome Orifiel significa “collo di Dio” ed è l’angelo protettore della natura incontaminata libera dall’influenza umana.

Zachariel

La descrizione dell’arcangelo Zachariel è identica a quella di Zadkiel della precedente classificazione.

I sette arcangeli secondo i cattolici del XVI secolo e gli ortodossi

Secondo i cattolici e gli ortodossi a completare la lista dei sette sono: Barachiel, Jehudiel e Salathiel.

Barachiel

Barachiel, il cui nome significa “benedizione di Dio”, è come Zadkiel e Zarachiel, l’angelo della misericordia, dell libertà e della grazia divina.

Jehudiel

Jehudiel significa “lode a Dio”. Egli porta con sé una corona d’oro che dà a chi supera grosse difficoltà e grandi sfide durante la ricerca spirituale. Jehudiel proprio per questo è l’angelo della ricerca spirituale e scientifica.

Salathiel

Salathiel, il cui nome significa “Dio comunica”, ha il compito di intercedere presso Dio in favore degli esseri umani. Egli riporta le preghiere degli umani al Signore.

Curiosità sugli angeli

Gli arcangeli e i punti cardinali

Secondo alcune interpretazioni i quattro arcangeli fissi rappresenterebbero i quattro punti cardinali.

Gli arcangeli e i giorni della settimana

Altre interpretazioni invece collegano i sette arcangeli ai giorni della settimana.

Entrambe le teorie qui riportate sono molto incerte e non esiste una corrispondenza specifica e certa tra arcangeli e punti cardinali o giorni della settimana.