Come trasformare i fallimenti in successi aumentando la resilienza

Il fallimento fa parte della vita di ognuno di noi. Chi raggiunge più obiettivi nella vita quasi sempre è una persona che ha fallito anche più spesso rispetto ad altri. Nessuno raggiunge il successo senza passare per qualche fallimento o periodo buio. Chi ottiene di più dalla vita è chi fallisce più spesso. Questo potrebbe sembrare un paradosso, ma per avere successo bisogna passare da qualche insuccesso. Quando si osservano le vite delle persone che “c’è l’hanno fatta” si tende a guardare soltanto una parte della loro impresa. Quello che si dimentica spesso di fare è esaminare la loro storia nel complesso, di tutte le volte che queste persone hanno fatto dei tentativi che sono poi falliti. Leggendo le biografie di questi personaggi di successo ci si accorge che molte di esse sono costellate di fallimenti. Tutta questa premessa serve a farti capire che i fallimenti fanno parte della vita, sono inevitabili, e quello che fa la differenza è il modo in cui si reagisce ad essi. Ci sono persone che dopo un insuccesso si crucciano, si chiudono e perdono la voglia di fare e altre persone che vedono un fallimento come punto di partenza. Questa caratteristica, ovvero il modo di reagire a un insuccesso o un fallimento si chiama resilienza.

Alcune persone dopo un fallimento come uno spunto per ripartire, un’occasione per imparare dai propri errori e riprovare a raggiungere i propri obiettivi. Altre persone invece vedono il fallimento come una punizione, come lo sbattere contro un muro invalicabile, questo incide negativamente sulla persona e non consente di evolversi. In questo modo ne risente l’autostima che viene intaccata generando paure e insicurezze.

Esistono due tipi di persone

Quindi abbiamo appurato che esistono sostanzialmente due tipi di persone. Quelle che soccombono al dolore e al fallimento e rimangono impantanate nel rammarico e quelle che li superano, li assorbono e li reinterpretano come base su cui costruire qualcosa di più stabile.

In realtà è sbagliato suddividere le persone in due semplici categorie perché esiste una molteplicità di sfumature che contraddistingue il modo di reagire agli insuccessi. Queste sfumature di carattere possono essere catalogate nei diversi gradi di resilienza.

La resilienza e i diversi gradi di resilienza

La resilienza è la capacità di un oggetto di riprendere la forma originaria dopo un urto, una pressione o una forza esercitata su di esso. Si tratta di un concetto legato alla fisica, alle proprietà fisiche di un corpo.

Immagina di avere una barra di un materiale qualsiasi. Provando a piegare la barra se essa rimane curva e a un certo punto si spezza essa è costituita d un materiale poco resiliente, se invece dopo aver smesso di esercitare forza ritorna alla forma originaria allora il materiale di cui è composta è più resiliente.


Il segreto per avere successo

Avendo chiaro cos’è la resilienza è facile capire come essa sia una delle caratteristiche delle persone di successo. Chi ha successo spesso è in grado di cavalcare le onde della vita senza essere intimorito dai rischi che corre. Coloro che hanno successo sono riusciti a superare dolori, insuccessi e fallimenti e li hanno utilizzati come materiale grezzo per costruire se stessi e generare nuove opportunità.

Un errore che commettiamo spesso è quello di pensare che chi ha successo ha semplicemente avuto fortuna nella vita mentre noi siamo sfortunati e per questo non raggiungiamo i nostri obiettivi.

Questo vittimismo non ci consente di andare oltre e ci fa rimanere nella condizione in cui siamo. Il semplice fatto di giustificarci per i nostri fallimenti non ci fa progredire, non ci fa evolvere.

Possiamo prendere i bambini come esempio. Se ci pensiamo bene com’è che un bambino impara a camminare? Provando e riprovando, a volte anche cadendo. Ecco, cos’ dovremmo fare noi adulti con i nostri obiettivi.

Crescere bambini di successo

La resilienza è una caratteristica che dovremmo allenare costantemente, fin da piccoli. Il modo di educare i bambini, evitando loro qualsiasi tipo di fallimento non aiuta a sviluppare la resilienza. Cercando di proteggerli non facciamo che impedire loro di crescere.

Pensandoci bene è proprio l’infanzia il momento in cui si apprende di più. Il già citato esempio del bambino che impara a camminare è utile a far luce su un meccanismo che aiuta ad aumentare la comprensione del mondo che ci circonda. Un mondo in cui non esistono solo i successi ma anche i fallimenti, un mondo in cui bisogna superare tanti ostacoli per raggiungere i propri obiettivi.

L’importanza di porsi obiettivi adeguati

Porsi obiettivi realistici è uno dei segreti per avere successo. Se ci poniamo obiettivi troppo alti probabilmente falliremo. Con questo non voglio dire di non inseguire i propri sogni, anzi inseguire i propri sogni è il sale della vita. Se si ha un obiettivo molto impegnativo è utile suddividerlo in obiettivi intermedi, ovvero riscrivere il proprio obiettivo come una lista di piccoli traguardi da raggiungere poco alla volta, Step-by-Step.

Una volta stilata tale lista sta a voi valutarne la fattibilità. Siate realisti e oggettivi ma non sottovalutatevi.

Analizzare il fallimento per avere successo

È accaduto, abbiamo fallito, e ora?

Il mio consiglio è quello di non continuare a insistere, almeno non prima di aver capito cosa sia successo.

Di solito si tende a cancellare gli insuccessi, a rimuoverli. Così facendo non capiremo mai cosa abbiamo sbagliato. Non elaborando e analizzando le cause dei nostri fallimenti non riusciremo mai a capirli e quindi a evitarli in futuro.

Per riuscire nella vita bisogna capire dove e perché sbagliamo, come fare a non ripetere gli stessi errori. Quindi analizzare è la parola d’ordine per poter progredire.

Poiché tante possono essere le cause che ti hanno portato a fallire analizzandole potrai capire se non eri preparato abbastanza, se sei stato troppo impulsivo oppure hai aspettato troppo. Una volta imparata la lezione potrai andare avanti.

Non identificarsi con la sconfitta

È importante non identificarsi con la sconfitta, con la figura del perdente. Se fai questo influenzerai in maniera negativa il tuo giudizio verso i progetti che coltivi, comincerai a sentirti “sbagliato” e non riuscirai più a impegnarti a fondo in quello che fai. Cerca di mantenere un punto di vista positivo e propositivo.

Non sentirsi soli

Il fallimento è spesso accompagnato da una sensazione di solitudine. Ti senti come se fossi stato l’unico a sbagliare e pensi che nessuno riesca a capirti. Se riesci ad acquisire un punto di vista più maturo e oggettivo capirai che molte persone hanno vissuto quello che hai vissuto tu, hanno fallito come hai fallito tu. Ti renderai conto che non sei solo e probabilmente ti sentirai più sollevato.

Evita di pensare al fallimento come una vergogna, come una cosa da nascondere. Tutti sbagliano e non c’è nulla di strano o errato nello sbagliare.

In conclusione

Il fallimento e la sconfitta esistono solo se sei tu a crearli. Sei tu che scegli come interpretare una sconfitta. può essere uno sterile fallimento e può essere una lezione da cui trarre insegnamento.

Se allontani dalla tua mente il concetto stesso di fallimento non farai altro che creare terreno fertile per i tuoi futuri successi.

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