La vera storia di Halloween, non è una festa americana

Halloween è una festività che sta prendendo sempre più piede anche da noi qui in Italia eppure tante persone ancora non sanno che cosa è Halloween e da dove deriva. Sempre più spesso si sente dire che sia una festa satanica, pagana, che è la solita americanata importata solo perché va di moda, etc.

Dovete sapere che non è assolutamente così perché Halloween è una festa che ha radici molto profonde, non ha a che fare con Lucifero o Satana e sicuramente non è nata in America bensì trae le sue origini dall’Irlanda quindi si può dire che è una festa europea quindi, per assurdo, molto più vicina alla nostra cultura che a quella americana.

Da dove deriva Halloween?

Halloween deriva da una festa irlandese molto antica chiamata Samhain ed è conosciuta anche come Capodanno Celtico. Questa tradizione pagana si è poi propagata fino agli Stati Uniti soprattutto a causa dei molti migranti che approdavano sul suolo americano in cerca di fortuna. Per questo motivo in America è anche molto diffusa la festa di San Patrizio.

Origine del nome

Il nome Halloween è una forma contratta di All Hallows’ Eve che letteralmente significa vigilia di tutti i santi, ovvero vigilia di Ognissanti. Hallow è infatti una parola dell’inglese arcaico che indicava appunto i santi.

Ognissanti è una festa cristiana e cattolica quindi si può dire che Halloween è molto vicino alla nostra cultura.

Il Capodanno Celtico

I celti erano prevalentemente un popolo di pastori. A differenza delle altre culture europee, i ritmi della vita di questo popolo erano scanditi dai tempi che l’allevamento del bestiame e la cultura dei campi imponevano.

Alla fine della stagione estiva i pastori riportavano a valle le loro greggi per prepararsi all’arrivo dell’inverno e all’inizio del nuovo anno. L’inverno in quei territori era molto rigido e rappresentava un vero e proprio blocco delle attività sia pastorizie che agricole.

Per i celti l’anno cominciava il 1° novembre e non il 1° gennaio, quando cioè terminava la stagione calda e iniziava quella fredda.

Durante la stagione fredda ci si chiudeva in casa per ripararsi dal freddo e si passava il tempo preparando utensili per la stagione successiva e raccontando storie e leggende popolari.

Il passaggio dalla stagione calda a quella fredda veniva celebrato con lunghi festeggiamenti.

Il termine Samhaim deriva dall’irlandese antico. Analizzando le radici delle parole che dovrebbero comporlo si è ipotizzato che potesse significare ‘Summer’s end’ (‘Fine dell’Estate’). Secondo altre teorie la parola indicherebbe una festa dedicata al Sole che per tutta la stagione calda aveva fatto crescere e dare frutto alle piante. Il significato intrinseco della festa però non cambia.

Il significato della festa pagana

Nel periodo dell’anno in cui si festeggiava Samhaim i frutti del lavoro nei campi erano stati messi da parte e il bestiame era stato radunato e messo al riparo dai rigori dell’inverno.

Avendo già messo da parte tutto il necessario per superare l’inverno, i membri della comunità si potevano riposare e ringraziare gli dei per la generosità con la quale avevano elargito i loro doni.

Questo avveniva proprio attraverso il Samhaim che tra l’altro serviva anche a esorcizzare la paura per l’arrivo dell’inverno e dei pericoli ad esso legati. Si trattava di un vero e proprio rito di passaggio con il quale ci si propiziava la benevolenza degli dei.

L’importanza che il popolo celtico dava al Samhaim risiedeva proprio in questo. Per la loro cultura il tempo è visto come un cerchio, un po’ come il simbolo dell’infinito, suddiviso in cicli.

Il termine di ogni ciclo era considerato molto importante e carico di magia.

Oltre al Samhaim c’erano anche altre festività che celebravano la fine di un ciclo:

  • Lughnasadh, celebrato il 1° agosto, era legato al raccolto, in quel periodo infatti si raccoglievano le messi;
  • Beltane o Beltaine, celebrato il 1° maggio, rappresentava il primo giorno d’estate per la cultura irlandese. È inoltre il giorno che sta a metà tra l’equinozio di primavera e il solstizio d’estate;
  • Imbolc, si celebra dalla sera del 1° febbraio alla sera del 2 febbraio. È il primo giorno di primavera in Irlanda.
  • Yule, celebrato intorno al 21 dicembre. Si festeggia il solstizio d’inverno.
  • Ostara, celebrato il 21 marzo, durante il quale si festeggia l’equinozio di primavera.
  • Litha, che si festeggia il 21 giugno, celebra il solstizio d’estate;
  • Mabon, celebrato intorno al 21 settembre. In questo giorno si festeggia l’equinozio d’autunno.

Tutte le festività duravano dal tramonto della sera precedente al tramonto di quel giorno. Infatti per i celti il giorno terminava e iniziava col tramonto del Sole.

L’avvento del Cristianesimo

Tutte queste festività pagane, con l’avvento del Cristianesimo, non sono state eliminate ma soltanto sostituite o è stato dato loro un diverso significato o diversi nomi. Erano talmente radicate nella cultura popolare che era impossibile eradicarle completamente.

I celti credevano infatti che alla vigilia del Capodanno Celtico (31 ottobre), ovvero il Samhaim, tutti gli spiriti dei defunti, che si trovavano in un aldilà di eterna giovinezza e felicità (Tír na nÓg ovvero”Terra del giovane eterno“), potessero unirsi al mondo dei viventi provocando così la rottura delle leggi del tempo e dello spazio.

Il mondo dell’aldilà si univa così al mondo dei vivi permettendo così agli spiriti ( non fantasmi) di vagare indisturbati sulla Terra.

Ecco quindi che all’allegria dei festeggiamenti si univa la paura della morte.

Durante la notte del 31 ottobre si tenevano raduni nei boschi e sulle colline. Durante questi raduni si celebrava una cerimonia di accensione del fuoco sacro durante la quale partecipanti indossavano maschere grottesche.

Per illuminare la via durante il tragitto di ritorno i celti utilizzavano cipolle intagliate che avevano all’interno braci del fuoco sacro.

Dopo aver praticato questi riti, i celti festeggiavano per ben tre giorni mascherandosi proprio come gli spiriti di cui avevano paura e che volevano tenere lontani.

In seguito alle conquiste romane i celti e i cristiani vennero a contatto. Questo portò all’evangelizzazione dell’Inghilterra e dell’Irlanda. Si diffuse così un nuovo modo di vedere le cose molto distante da quello precedente.

Durante quel periodo la Chiesa cercò in tutti i modi di sradicare i culti pagani ma non riuscì in tale impresa.

Non riuscendo a sradicare Halloween, la Chiesa lo cristianizzò introducendo la festività di Ognissanti proprio il 1° novembre. In seguito fu aggiunta anche la Commemorazione dei Morti il 2 novembre.

Questa seconda festività fu aggiunta proprio perché non si riusciva a slegare il concetto della morte da quella data.

Come Halloween è arrivato in America

Tra il 1845 e il 1849 in Irlanda avvenne una carestia molto grave, chiamata Grande Carestia irlandese. Questa causò oltre un milione di morti e molte persone decisero di emigrare per sfuggire alla grave crisi.

Questa crisi, causata da un enorme calo della produzione delle patate, spinse addirittura i proprietari terrieri a incentivare i propri contadini a emigrare pagando loro la traversata. Gli emigrati in quel periodo furono oltre un milione.

Ancora oggi, infatti, negli Stati Uniti molte sono le comunità irlandesi. All’interno di queste comunità le usanze e le tradizioni originali vengono ancora mantenuti. Halloween fa parte di questo patrimonio culturale.

La tradizione di Halloween ben presto si diffuse anche tra il resto del popolo americano diventando l’iconica festa che tutti conosciamo.

Halloween oggi viene percepito come una festa prettamente americana, quando invece non è così.

Dagli Stati Uniti poi Halloween rimbalzò di nuovo verso l’Europa, posto in cui è nata, contagiando anche le nazioni in cui prima non era conosciuta.

Appunto perché non era conosciuta e diffusa in nazioni come l’Italia venne percepita come Americana.

L’Halloween odierno è molto diverso dalla festa originale, ha perso ogni significato religioso e rituale e si è trasformato in una mera occasione per divertirsi e travestirsi. Ma non per questo dobbiamo dimenticare il significato di Halloween.

Tradizioni simili ad Halloween

In Italia sono presenti feste simili a Halloween. Per Esempio in Abruzzo, precisamente a Serramonacesca, il 1° novembre i bambini passano per le case a fare il classico dolcetto o scherzetto ma al posto di dire la famosa frase i bambini alla domanda “Chi è?” rispondono “L’anime de le morte” (Le anime dei morti”).

Altre tradizioni sono presenti soprattutto legate alla festività del giorno dei morti. Non direttamente correlate ad Halloween ma comunque in qualche modo relazionate con il mondo dei morti e all’aldilà.