I piccoli martiri di Gorla

I piccoli martiri di Gorla

La strage di Gorla

Gorla è un quartiere di Milano, per l’esattezza di trova a Nord-Est della città.

Fu teatro di un terribile errore umano e di una decisione superficiale che causò la morte di numerose vittime, tra le quali 184 bambini.

Area Municipio 2 – Zona di Milano in cui si trova il quartiere di Gorla

Chi bombardava chi e perché

A eseguire il tragico bombardamento fu la 15° Air Force USAAF, facente parte dell’esercito alleato.

Questa unità aerea era stata espressamente formata con lo scopo di occuparsi della zona meridionale dell’Europa.

Nel 1944 la guerra era ormai arrivata agli sgoccioli e la resistenza dell’Asse era divenuta sparuta.

Gli obiettivi che interessava distruggere erano per lo più industrie siderurgiche, magazzini con arsenale e artiglieria.

In quella giornata le missioni in quelle zone furono in tutto 3.

La base di partenza si trovava a Foggia, a Castelluccio dei Sauri.

Due di esse andarono per così dire a buon fine e colpirono gli obiettivi assegnati (le industrie automobilistiche di Isotta Fraschini e Alfa Romeo) con poche perdite tra i civili.

La terza missione, guidata da James B. Knapp ebbe però un esito negativo e provocò un gran numero di vittime.

Colonnello James B. Knapp, a capo del 451° Bomb Group

Cosa avvenne veramente e perché a Gorla

Il 451° Bomb Group, guidato dal colonnello James B. Knapp, aveva come obiettivo gli stabilimenti metalmeccanici della Breda a Sesto San Giovanni.

Per raggiungere la destinazione assegnata evitando la contraerea si optò per fare un ampio giro intorno alle postazioni nemiche.

Erano le 7 e 58 minuti del 20 ottobre 1944 quando i B-24 decollarono dalla base di Foggia.

Bombardiere B-24 facente parte dell’esercito alleato

La missione era suddivisa in due ondate e tutte e due fallirono.

La prima ondata sganciò le bombe troppo presto a causa di un malfunzionamento del sistema di lancio dell’aereo capo formazione. Il portellone del vano si aprì e furono rilasciate le bombe, gli aerei che seguivano, vedendo ciò e credendo di essere arrivati sull’obiettivo, bombardarono anche loro.

Le bombe caddero in aperta campagna senza causare vittime.

La seconda ondata di B-24 bombarda Gorla

Più grave fu quello che successe con seconda ondata.

Si pensa sia stato un errore di interpretazione (o anche trascrizione) delle coordinate, ovvero una virata a destra anziché a sinistra che causò una diversione dall’effettivo punto di sgancio.

A differenza del primo, che era sulla giusta direzione, il secondo squadrone aereo sbagliò direzione e si trovò, nel momento dello sgancio in vista di una zona abitata da civili.

Di norma le bombe vengono innescate prima del momento in cui vengono lasciate cadere e quella volta non fece eccezione.

Perciò questo squadrone aereo si ritrovò su un centro abitato con il vano pieno di bombe pronte a esplodere da lì a qualche minuto.

Il quartier generale aveva dato ordine di rilasciare le bombe qualche chilometro più avanti, il tempo pare ci fosse, ma il colonnello Knapp non eseguì quanto gli era stato ordinato e lanciò le bombe sul quartiere di Gorla.

Erano le 11 e 29 e nella città tutta era già stato lanciato l’allarme e i cittadini avevano cominciato a evacuare gli edifici per recarsi ai rifugi.

Purtroppo una bomba colpì la scuola elementare Francesco Crispi, cadde proprio sulla tromba delle scale mentre gli alunni e gli insegnanti stavano evacuando l’edificio.

Gorla strage piccoli martiri

Morirono 184 bambini, 14 insegnanti, la direttrice della scuola, 4 bidelli e un’assistente sanitaria.