Come funziona il 5G? Che velocità può raggiungere? Fa male?

Il 5G è una tecnologia di trasmissione dati basata su onde ad alta frequenza. Se ne sente parlare da molto e spesso per motivi non proprio tecnici. Ma cos’è il 5G? Come funziona? Che velocità può raggiungere? Può causare danni alla salute?

Perché tutti parlano del 5G? A cosa serve?

La tecnologia 5G è sulla bocca di tutti per diversi motivi. Occorre però fare chiarezza sulla sua reale importanza a livello tecnologico.

Il 5G infatti potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione per la vita di tutti.

Prima di passare ad analizzare dal punto di vista tecnico cos’è e come funziona il 5G vorrei illustrare cosa effettivamente migliorerà.

Questa tecnologia non solo aumenta la velocità con la quale i dati viaggiano in modo wireless ma potrà far nascere nuove tecnologie che andranno a influire sulla vita di tutti i giorni. Diverranno fattibili tutte quelle tecnologie che finora potevamo solo immaginare o vedere in qualche film di fantascienza.

In questo modo si creeranno nuovi posti di lavoro e con essi aumenteranno i guadagni di molti.

Accanto a queste opportunità bisogna però tenere conto che molti altri lavori non avranno più motivo di essere e molte persone perderanno il loro posto di lavoro. Ci sarà probabilmente una rivoluzione nei nostri modi di vivere simile a quella rappresentata dalla rivoluzione industriale.

Cosa significa il nome 5G?

Il nome 5G indica, molto banalmente, la quinta generazione di trasmissione dati.

L’idea di base del 5G è la stessa che ha caratterizzato le precedenti tecnolgie 2G, 3G e 4G, cioè quella di collegare via wireless i diversi dispositivi a nostra disposizione sia tra di loro che con la rete.

La differenza sostanziale tra queste modalità di trasmissione dati potrebbe sembrare sia la velocità. Vi sono però altri aspetti che rendono la tecnologia 5G differente dalle precedenti, non si tratta di mera velocità.

Cos’è e come funziona il 5G?

Passiamo ora ad analizzare come funziona il 5G e quali sono le innovazioni che porta con sè.

La comunicazione via wireless avviene attraverso radiofrequenze. All’interno di queste onde radio viaggiano i dati.

Ci sono dei limiti alla frequenza delle onde che possiamo sfruttare per trasmettere dati. Questo limite è strettamente dipendente dalla tecnologia a nostra disposizione.

Man mano che la tecnologia si è evoluta l’uomo ha imparato a sfruttare onde a frequenza sempre più alta. Più è alta la frequenza dell’onda maggiore sarà la quantità di dati che essa può contenere.

Grazie al progresso tecnologico ora siamo in grado di sfruttare onde ad altissima frequenza chiamate Millimeter waves, ossia onde di lunghezza d’onda compresa tra 10 e 1 millimetro. Queste onde sono quelle utilizzate dal 5G.

Perché il 5G usa le onde ad altissima frequenza?

Per stabilire lo spettro di onde che il 5G avrebbe dovuto sfruttare si è dovuto ricorrere a diversi studi perché lo stesso tipo di comunicazione wireless viene utilizzato per diverse cose. Il wi-fi, il digitale terrestre, le trasmissioni radio, il 2G, il 3G, il 4G etc sono tutti tipi di comunicazione che utilizzano le radiofrequenze per comunicare.

Per evitare quindi sovrapposizioni si è deciso che il 5G avrebbe sfruttato solo onde ad altissima frequenza (extremely high frequency waves). La frequenza di queste onde va dai 30 ai 300 GHz. Oltre queste frequenze la radiazione elettromagnetica emessa viene considerata luce infrarossa che ancora non può essere sfruttata per le telecomunicazioni. A questa famiglia di onde appartengono anche le microonde, come quelle del forno che avete in casa.

Le onde ad altissima frequenza (EHF) vengono anche dette millimeter waves e vengono abbreviate con la sigla MMW o mmW.

Alcune trasmissioni satellitari militari e radioamatoriali ne sfruttano già una parte per le loro comunicazioni.

I vantaggi del 5G

Il fatto di trasmettere attraverso onde ad altissima frequenza rende possibili diversi scenari che finora non erano fattibili.

Maggiore velocità

Si possono trasmettere molti più dati contemporaneamente e di conseguenza avere una velocità di download molto superiore a quella attuale. Il 5G ha una velocità minima di 1 Gbps e una velocità massima che può arrivare a picchi di 20 Gbps, la velocità media è intorno ai 10 giga al secondo.

Nessun rallentamento, nessuna congestione di rete dovuta a troppi dispositivi connessi

Non si avrà alcun problema di congestione della rete. Molto spesso quando son connessi moltissimi utenti a una stessa cella vi è una congestione, ovvero un calo di velocità della connessione a internet. Con il 5G questo non succederà.

Questo è dovuto proprio alla struttura fisica con la quale avviene la comunicazione. Le millimeter waves sono direzionali e collegano l’antenna direttamente al tuo cellulare. Questo rende possibile la connessione di un numero elevato di dispositivi alla stessa cella o antenna.

Le antenne 5G quindi inviano una onda univoca a ogni dispositivo ad essa connesso. Le antenne 4G invece inviavano un segnale unico tutto intorno valido per tutti i dispositivi vicini e questo era la principale causa delle congestioni che spesso si verificavano.

Latenza quasi azzerata

La latenza è la quantità di tempo che passa da un input e la sua attuazione. Per esempio è il tempo che trascorre da quando io clicco su invia messaggio e quando il messaggio viene inviato.

Per fare un paragone il 4G ha una latenza media di 10 millisecondi, il 5G solo di 1.

Un mondo connesso, smart city e smart working

Le caratteristiche del 5G rendono possibile una città completamente connessa, le automobili intelligenti che si guidano da sole, una domotica più evoluta, gestione del traffico automatizzata e in tempo reale che tiene conto delle esigenze del momento.

Un semaforo, per esempio, può comunicare a un’auto di fermarsi quando è rosso se nota che non sta rallentando perché magari il guidatore è distratto.

Anche lo smart working potrebbe subire una notevole evoluzione. Sfruttando una connessione con un tempo di latenza così basso sarà possibile effettuare azioni da remoto come se si fosse effettivamente sul posto. Diventano molto più facili da effettuare le operazioni chirurgiche da remoto, etc. Sono tantissime le applicazioni di questa tecnologia.

Problematiche del 5G

Non tutto oro è quello che luccica. Il 5G ha anche degli svantaggi che influiscono in maniera negativa direttamente su di noi.

Saremo tutti costantemente connessi alla rete, molto di più di come lo siamo ora. Magari ci saranno dei sensori che ci controllano costantemente. Telecamere che ci riprendono ovunque siamo. Questo potrebbe generare problemi dovuti alla privacy.

Molti si sentiranno controllati dal ‘Grande fratello‘ ma allo stesso tempo chi commette un reato potrà essere subito individuato e arrestato.

Ci saranno molte persone che perderanno il lavoro perché questa tecnologia permette di far fare cose alle macchine molto più complesse rispetto a ora. Al contempo ci saranno molte altre persone che avranno una maggiore opportunità di emergere e sapranno sfruttar il 5G a proprio vantaggio.

Proprio come è stato per la rivoluzione industriale che portava con sé problematiche simili anche in questo caso il segreto sarà saper gestire l’enorme cambiamento che scaturirà dalla rivoluzione del 5G.

Il 5G fa male alla salute?

Il 5G ha generato molto scalpore intorno a sé, in particolar modo riguardo ai rischi per la salute che comporterebbe utilizzare tale tecnologia in larga scala.

Ci sono opinioni diverse a riguardo, c’è chi dice che fa male e chi dice che non comporta alcun rischio. C’è poi chi sostiene che si tratti di un modo per controllarci in ogni momento della giornata, c’è chi mette in mezzo gli Illuminati e chi parla di complotto globale.

La realtà delle cose è un po’ più complessa e semplificare l’argomento non è facile.

La comunità scientifica, a riguardo del 5G, ha espresso pareri contrastanti e si è divisa principalmente in due linee di pensiero:

  • i precauzionisti;
  • i progressisti.

Cosa ne pensano i precauzionisti

Gli scienziati precauzionisti affermano che non ci sono abbastanza studi riguardanti il 5G da permetterci di affermare che non sia dannoso per la salute.

Propongono quindi di rallentare l’adozione di questo mezzo di scambio dati in attesa di avere risultati certi che provino che non sia dannoso per l’ambiente e per la salute di esseri umani, piante e animali.

Secondo questa corrente quindi bisogna fare ulteriore ricerca riguardo il 5G per avere prove della sua sicurezza e poi in caso utilizzarlo. Questo è il cosiddetto principio di precauzione.

Cosa ne pensano i progressisti

Per i progressisti invece non c’è motivo di dubitare del 5G perché non si tratta di una tecnologia del tutto nuova. Essa si basa su onde elettromagnetiche già ampiamente usate, studiate e sperimentate per l’emissione delle quali esistono limiti di legge ben precisi.

Dubbi sul 5G

Ci sono alcune problematiche collegate all’adozione del 5G da non sottovalutare. Abbiamo già detto che non è una tecnologia del tutto nuova ma a differenza delle precedenti richiede l’adozione di alcuni accorgimenti che la rendono diversa.

Ci saranno più antenne e dispositivi connessi

Il 5G permetterà a più dispostivi di connettersi contemporaneamente. Più dispositivi connessi significa essere esposti in maniera maggiore ai campi elettromagnetici da essi generati.

Inoltre il 5G per funzionare in maniera ottimale richiede molte più antenne perché i dispositivi connessi non possono essere troppo distanti da un ripetitore per sfruttare appieno la connessione. Queste antenne potranno essere inserite nei lampioni, nei semafori e in vari elementi architettonici urbani.

Avendo più antenne attorno a noi aumenterà esponenzialmente l’inquinamento elettromagnetico.

Non si sono studi specifici a riguardo del 5G

Un’altra critica che riguarda il 5G è che non ci sono studi specifici che lo riguardano. Gli studi presi in considerazione dalla comunità scientifica riguardano altri tipi di onde elettromagnetiche e non quelle ad altissima frequenza.

Non ci sono quindi prove evidenti che il 5G non sia pericoloso. Anzi alcuni studi mettono in relazione l’esposizione a onde elettromagnetiche e l’insorgere di gravi patologie tumorali.

Gli studi che riguardano la pericolosità delle onde elettromagnetiche

Al momento due sono gli studi più importanti che riguardano le onde elettromagnetiche. Essi sono stati condotti uno dall’Istituto Ramazzini di Bologna e uno dal National Toxicology Program in America.

Entrambi gli studi cercano di capire quali siano le ripercussioni a lungo termine dell’esposizione prolungata alle onde elettromagnetiche anche se lo fanno in maniera diversa.

Da precisare che nessuno dei due studi prende in considerazione le millimeter waves che dovrebbe usare il 5G.

Gli studi sono stati condotti su ratti sottoposti a campi elettromagnetici per diverse ore.

Lo studio americano ha sottoposto i ratti a campi elettromagnetici derivanti da dispositivi attaccati ai loro corpi. La frequenza di tali onde era quella normalmente utilizzata dai telefoni in chiamata. Lo studio ha sottoposto i ratti a tali frequenze per 9 ore al giorno per 7 giorni a settimana.

Lo studio italiano invece ha sottoposto i ratti a onde elettromagnetiche normalmente emesse da uno smartphone collegato a internet che scambia dati. I ratti sono stati esposti a tali onde per 19 ore al giorno per 7 giorni a settimana.

I risultati degli studi

Entrambi gli studi hanno evidenziato un aumento di incidenza di particolari patologie tumorali. In particolar modo è stato riscontrato, in particolar modo nei ratti maschio, un aumento dell’incidenza di un tipo di tumore detto Schwannoma maligno, un tipo di tumore molto raro che colpisce il sistema nervoso. Nei ratti è aumentata anche l’incidenza di tumori al cervello (gliomi) maligni, questa patologia ha colpito maggiormente i ratti femmina.

Nei ratti maschi è stato notato anche calo di fertilità.

Questi studi dimostrano che le onde elettromagnetiche fanno male. Per questo motivo sono stati imposti ai dispositivi dei limiti di emissione di onde.

I cellulari moderni emettono molte meno onde e quindi fanno meno male rispetto ai cellulari di prima generazione che invece non rispettavano i limiti di emissione attuali.

Bisogna considerare che i ratti sono stati sottoposti, nello studio italiano, a emissioni di 50 volt/metro mentre i limiti di emissione in Italia sono di 20 V/m che dovrebbero arrivare entro pochi anni a 6 V/m.

Le onde ad altissima frequenza fanno male?

Le onde ad altissima frequenza, le millimiter waves, sono molto simili a quelle emesse dai forni a microonde. Una delle bufale che gira maggiormente intorno al 5G e che ci “frigge” il cervello.

Per sfatare questa leggenda metropolitana basta far notare che le onde sono le stesse ma che hanno un’intensità molto minore rispetto a quelle emesse dai forni a microonde.

Ci saranno si molte più antenne rispetto a ora e il campo da loro emesso sarà più uniforme ma meno intenso e sempre inferiore ai limiti imposti dalla legge di 20 V/m.

Cosa dicono le istituzioni

Vista l’importanza del 5G a riguardo si sono pronunciate anche quegli organismi che vigilano sulla salute pubblica.

Istituto Superiore della Sanità (ISS)

In particolar modo l’Istituto Superiore della Sanità (ISS) ha dichiarato che non esiste alcun rischio riguardante l’adozione del 5G. I rischi relativi alle emissioni di onde elettromagnetiche riguardavano principalmente i telefoni di prima generazione e sono stati ampiamente contenuti negli smartphones moderni grazie all’adozione di limiti di emissione.

Tuttavia in molti hanno criticato queste affermazioni poiché nel comunicato non si citano le fonti e perché non ci sono studi riguardanti le millimeter waves. Inoltre non viene neanche dichiarata la natura dei finanziamenti che le ricerche hanno avuto.

Che siano fondi privati o pubblici a finanziare la ricerche potrebbe influire sui risultati. Se a finanziare sono quelle stesse aziende che promuovono il 5G questo potrebbe influire sui risultati ottenuti.

Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di è espressa riguardo il 5G.

Attualmente le onde elettromagnetiche appartengono alla categoria B2, ovvero possibili cancerogeni. In molti hanno proposto si cambiare la catalogazione in A2, ovvero probabili cancerogeni.

La mancanza di evidenze scientifiche che attestano che le onde del 5G fanno male ha reso, secondo l’OMS, non necessario il cambio di categoria.

L’OMS dichiara anche che però mancano dati riguardanti l’influenza di tali onde su individui sottoposti ad esse fin dall’infanzia dato che esse sono state utilizzate solo di recente. Quindi precisa che si deve mantenere un monitoraggio attivo su questa tecnologia.

l’organizzazione Mondiale della Sanità precisa anche che il 5G, grazie alla sua emissione dinamica, dovrebbe esporre gli utenti a un’intensità dei campi elettromagnetici minore rispetto a quella generata dalle tecnologie attuali.

Cosa fare per minimizzare i rischi

Ci sono dei piccoli accorgimenti che si possono utilizzare per minimizzare l’esposizione e quindi anche i rischi relativi ai campi elettromagnetici.

  • Non dormire con il telefono acceso sotto il cuscino;
  • Spegnere il telefono di notte;
  • Spegnere il Wi-Fi quando possibile;
  • Non tenere il telefono in tasca, soprattutto in quella anteriore;
  • Non tenere il telefono nel taschino della giacca o della camicia;
  • Cercare di non effettuare chiamate quando si è in movimento o in viaggio. I telefoni mettono una quantità maggiore di onde quando devono passare da una cella a un’altra.;
  • Tenere i cellualri più lontano possibile da bambini e donne in gravidanza;
  • Usare sempre auricolari o vivavoce per chiamare;
  • Scegliere uno smartphone con un basso valore Sar, l’ideale sarebbe un valore intorno ai 6 V/m. Trovi questa informazione nella scheda tecnica del cellulare.

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